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A voi “Un sorriso”… a Operatori e Utenti non resta che piangere?

22 September 2015 |  Clap Roma
Dovete darci il denaro

Giovedì 24 settembre mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Coop. “Un Sorriso”, sostenuti dalle Camere del Lavoro Autonomo e Precario fuori l’assessorato alle Politiche Sociali di Roma Capitale.

Da quasi un anno sentiamo parlare del malaffare svelato dall’inchiesta di Mafia Capitale. Tuttavia l’amministrazione capitolina, dopo essere stata coinvolta dalla stessa inchiesta ed aver dichiarato di voler prendere le distanze dai meccanismi clientelari finora emersi, non sembra voler affrontare seriamente il tema delle conseguenze che la corruttela ha sia sui destinatari dell’accoglienza, sia su chi ci lavora.

Da diversi mesi i lavoratori e le lavoratrici dell’accoglienza a Roma hanno provato a rompere il silenzio intorno alle condizioni di lavoro inaccettabili che sono costretti a subire e si sono riuniti in un’assemblea cittadina dei lavoratori dell’accoglienza (ALA). A tre mesi di distanza dall’iniziativa di ALA del 1 Luglio nella quale, tra le altre cose, erano state denunciate situazioni di gravi mancanze inerenti i pagamenti degli stipendi dovuti dagli enti appaltanti ai lavoratori, come operatori e operatrici della Cooperativa “Un Sorriso” abbiamo deciso di ribadire all’assessore Danese il persistere delle condizioni di lavoro inaccettabili a cui siamo sottoposti a fronte della mancanza di qualsivoglia provvedimento da parte dell’amministrazione.

Vogliamo denunciare la gravità della situazione odierna, causata dalla gestione scellerata della cooperativa avallata dalle istituzioni e resa emblematica dalla situazione degli stipendi, che sono stati erogati sporadicamente, arbitrariamente e in maniera differita: 4 mesi di arretrati accumulati per “La Casa delle Mamme”, fino a 6 mesi per il servizio Sprar, addirittura nessuna retribuzione corrisposta agli operatori di “Astra”, progetto in cui il Comune di Roma figurava come capofila, revocato ad Aprile dal Ministero dell’Interno per gravi inadempienze. A fronte delle mancate retribuzioni e del silenzio della cooperativa al riguardo, i lavoratori e le lavoratrici hanno comunque continuato a svolgere il proprio lavoro garantendo i servizi alla persona e tutelando i destinatari.

Le stesse mensilità dovute ai lavoratori si sono accumulate in un periodo in cui la suddetta (e sedicente) cooperativa continuava a vincere e gestire progetti per l’accoglienza di migranti in tutto il territorio nazionale distogliendo le risorse destinate al pagamento degli stipendi verso nuovi discutibili investimenti, senza sanare precedenti situazioni debitorie.

Evidente conseguenza di questo è stato l’impatto sulle vite delle persone: in primo luogo sui lavoratori, che in moltissimi casi sono stati incentivati, se non costretti, alle dimissioni; a cascata sugli ospiti, che nel caso del centro Sprar hanno subito la dismissione di alcuni servizi essenziali, come pulizie, scuola interna di italiano, mediazione linguistica ed assistenza psicologica.

La gestione della forza lavoro da parte della Cooperativa Un Sorriso è stata negli anni sempre mirata allo sfruttamento delle risorse umane e accompagnata da pratiche lesive dei diritti: sottomansionamento, tardiva formalizzazione dei rapporti di lavoro, inadeguato riconoscimento del livello contrattuale, rifiuto sistematico di riconoscere le maggiorazioni per i turni notturni e, ultimamente, imposizione unilaterale di tagli al monte orario nel servizio Sprar. Si è arrivati a praticare forme di mobbing verso chi ha provato a far valere i propri diritti.

Da molti anni sappiamo che la realtà di chi lavora nel sociale è al limite dello sfruttamento, ma abbiamo deciso, a partire dalla situazione che stiamo vivendo direttamente, di rompere il muro di silenzio che ha permesso lo svilupparsi delle suddette situazioni, rischiando peraltro di assimilare la posizione di chi lavora in tale sistema, e lo subisce, a quella di chi vi specula.

Riteniamo essenziale che il Comune di Roma in qualità di committente e gestore di fondi destinati all’accoglienza sul suo territorio assuma un ruolo attivo nel superamento di questa fase e si renda direttamente responsabile della buona gestione di tali fondi. A tal fine, appare indispensabile introdurre un meccanismo di monitoraggio chiaro, efficace, efficiente e neutrale, che permetta di intervenire revocando gli appalti qualora un ente si dimostri inadempiente.

Pertanto abbiamo deciso di mobilitarci per chiedere conto all’amministrazione capitolina delle nostre condizioni di lavoro, di provvedere a sbloccare la situazione delle retribuzioni, garantendo la tutela dei lavoratori e delle persone accolte.

 

Giovedì 24 settembre ore 10.00 presidio di fronte l’Assessorato alle Politiche Sociali (viale Manzoni 16) per esigere risposte chiare dall’amministrazione comunale

 

Le lavoratrici e i lavoratori di “Un Sorriso”

CLAP – Camere del Lavoro Autonomo e Precario

 

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