ANPAL Servizi

ANPAL Servizi | Tempo scaduto: stabilizzare subito i 654 precari!

3 October 2019

Roma, 3 ottobre 2019 | A seguito del lungo incontro che si è svolto stamattina presso il Ministero del Lavoro, il Comunicato stampa del Coordinamento nazionale precari ANPAL Servizi e delle Camere del Lavoro Autonomo e Precario. Il messaggio è determinato: l’Amministratore Unico, Domenico Parisi, ha avanzato una proposta inaccettabile; necessaria, ora, la soluzione del Governo e della sua maggioranza parlamentare.

Si è svolto stamattina, presso il Ministero del Lavoro, il tavolo relativo alla vertenza dei precari ANPAL Servizi. Partiamo dall’inizio: la proposta avanzata dall’Amministratore Unico Domenico Parisi. Schematicamente e senza giri di parole:

  • Concorso pubblico per 410 posizioni, articolato in tre tranche: la prima entro il 2019, la seconda a partire da giugno del 2020, la terza nel primo semestre del 2021;
  • Nessuna trasformazione diretta, neanche per i CTD (tempo determinato) – causa presunta inchiesta della Corte dei Conti sulle 48 stabilizzazioni dell’estate 2017. Qualora la Corte dei Conti non fosse ostativa, le nuove stabilizzazioni sarebbero 40, ovvero circa 1/3 dei CTD attuali, quelli che hanno maturato 36 mesi di contratti a termine negli ultimi 5 anni (?);
  • Probabile, anche se ancora non certa, una quota di posizioni riservate ai CTD e CIT (collaboratori) di ANPAL Servizi: il 50%, dunque 205 posizioni (a fronte di 654 precari);
  • Preselezione per tutti, con 20 punti (sui 100 complessivi) per anzianità, nel settore delle politiche attive (15 punti) e in ANPAL Servizi (5 punti); come da Regolamento per il Reclutamento del Personale Dipendente ANPAL Servizi.

Non ci sono dubbi: questa proposta è INACCETTABILE! Ci solleva che lo stesso giudizio, da noi espresso chiaramente al tavolo, sia stato sostanzialmente condiviso dalle sigle confederali. Il tavolo istruito dalla Ministra Nunzia Catalfo, per tutte le delegazioni sindacali, ha un unico obiettivo: definire nel dettaglio la stabilizzazione di tutti i precari ANPAL Servizi, CTD e CIT.

Ma passiamo ai rilievi tecnici, da noi e da altri introdotti nella discussione in replica all’irricevibile proposta dell’AU Parisi. Altrettanto schematicamente:

  • La Corte di Cassazione a Sezioni unite, con sentenza n. 7759, ha chiarito che per la società in house non sussiste l’obbligo di seguire le regole del concorso pubblico. Le indicazioni della Legge 175/2016 (Comma 2 Articolo 19), pure precedenti alla sentenza, non la contrastano;
  • Pur non tenendo conto della Corte di Cassazione – ammesso che il Governo possa non tenerne conto -, parla in modo netto l’Articolo 20 della Legge 75/2017 (nota come Legge Madia e relativa alla stabilizzazione del personale precario della Pubblica Amministrazione): trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato (Comma 1); prove selettive pubbliche, con il 50% di posizioni riservate per i collaboratori della PA (Comma 2);
  • Tanti i precedenti di trasformazione diretta dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, due fra tutti: INAIL (419, prima da collaboratori a contratti a tempo determinato, poi stabilizzazione con prova agevolata); ex-ISFOL / ANPAL. Ma decisivi due precedenti di stabilizzazione di Co.co.co.: il personale ATA della Scuola, tramite emendamento specifico nella Legge di Bilancio del 2018; le stabilizzazioni dei precari INVITALIA (Società 100% MEF), tanto di TD che di Co.co.co.

Per noi è tutto fin troppo chiaro: non ci sono ostacoli normativi alla stabilizzazione dei precari di ANPAL Servizi! Il problema, semmai, è di altra natura: qualcuno immagina di poter usare l’articolo 4 del Decreto Legge n. 101/2019, che aveva come scopo la risoluzione dell’emergenza occupazionale in ANPAL Servizi, per mettere in campo un vero e proprio turn over, sulla pelle di chi da anni presta la sua opera con pubblicazione e professionalità nell’azienda e nelle politiche. Ciò, tra l’altro, mentre si procede verso la “fase 2” del Reddito di Cittadinanza, congiuntura delicata che pretendebbe il massimo di solidità contrattuale degli operatori, una garanzia della qualità dei servizi per l’uso; in generale, organizzativa di ANPAL Servizi e del sistema delle politiche attive – come suggerito dalla Nota integrativa di aggiornamento del DEF, che individua le cause dei ritardi nella completa attuazione di RdC.

L’intervento finale della Ministra Catalfo, quelli precedenti della Responsabile della Segreteria tecnica della Ministra, Giovanni Capizzuto, hanno ribadito la volontà politica del Governo di risolvere positivamente la vertenza, che ormai da anni si protrae; nell’alveo – così ha insistito la Ministra – delle strade prospettate dalla Funzione Pubblica. Siamo fiduciosi, e, contrariamente ad alcune sigle sindacali, riteniamo fondamentale il tavolo disposto dalla Ministra: con l’azienda, i precari, i sindacati. Ma se è così, alla luce dell’approfondimento tecnico di oggi, si tratta semplicemente di procedere alla stabilizzazione dei 654, senza se e senza ma. Inclusi, ovviamente, i 29 esuberi determinati anche dagli “effetti collaterali” del Decreto Dignità.

Il tavolo è stato aggiornato alla prossima settimana. Useremo a pieno questo tempo per accendere i riflettori della politica tutta, del Governo e delle forze politiche di maggioranza in Parlamento, su quanto sta accadendo. Quella dei precari di ANPAL Servizi è una battaglia di civiltà: bene che tutti sappiano, bene che tutti si assumano le loro responsabilità. La mobilitazione continua!

Coordinamento nazionale precari ANPAL Servizi

CLAP ANPAL Servizi