Category: ST.O.P. (STorie di Ordinaria Precarietà)

L’ Albo dei morti viventi

19 June 2017 |

Il sesto appuntamento di ST.O.P ci catapulta in un mondo particolare: dopo mille lavoretti per pagarti gli studi sei pronto per l’ingresso principale nel mondo del lavoro…ne siete sicuri? Una visita guidata nel mondo “horror” di chi, neolaureata, prova ad accedere a una professione.

di Vera Nabokov

“Ma guarda che non sei la sola, non bisogna lamentarsi, è il mondo del lavoro (baby). Tutti hanno lo stesso problema e tutti si accontentano”.

Maledetti anni ’80. Maledetta generazione dei nostri genitori cresciuti con la subdola ideologia lavorista dove il solipsismo e le spalline delle giacche hanno trionfato su qualsiasi possibilità di considerare il mondo del lavoro ripartendo dalla comunione d’intenti e volontà, senza spazi per un ‘economia non globalizzata ed il respiro soffocato delle mobilitazioni di massa. >> Read more

“Food manager”? Servi polpette e sorridi

31 May 2017 |

Quinta Puntata di ST.O.P! STorie di Ordinaria Precarietà. Food manager? No, neolaureati che “sporzionano” polpette sentendosi mobili…

:: di Fabiana Fraulini

:: Finita l’università, consapevoli che la vostra laurea in Filosofia non vi darà grandi prospettive lavorative, con umiltà e poche speranze iniziate a inviare il vostro curriculum a qualsiasi azienda, agenzia per il lavoro e istituzione che vi viene in mente.

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“Nino, Nino, Nino”… medici precari in ambulanza

26 May 2017 |

Quarta Puntata di ST.O.P! Storie di ordinaria precarietà. Una vita di studi, diventare medico e…andare di servizio allo stadio Olimpico per essere pagati con dei buoni benzina. 

di Olandese

Non sempre riesco a pensare al mio lavoro con sarcasmo e l’ironia, spesso prevale la rabbia, se non lo sbigottimento o l’amarezza. Gli stessi sentimenti che leggo nei loro volti, quando ne parlo con amici e familiari. Non solo perché empatizzano evidentemente con la mia condizione di lavoro, ma perché quello che io faccio ha direttamente a che fare con la salute di tutti.
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Finale di Champions: non è tutto oro quel che luccica

22 May 2017 |

Terza puntata della rubrica ST.O.P (STorie di Ordinaria Precarietà). Dopo i colloqui di Ryanair, è tempo di calcio, di grandi eventi, di uomini d’affari. Se volete inviare la storia di un colloquio o di un’esperienza lavorativa, scrivete a info@clap-info.net

:: di C

:: “Ah ma hai lavorato a San Siro per la finale UEFA? Che figata!” NO! FIGATAUNCAZZO. “Beata te!” NO! Non eravamo beate nessuna di noi 200 hostess. Che da mezzogiorno eravamo là, sotto il sole a fare appello dopo appello, fila dopo fila, a timbrare il pass una alla volta per ogni spostamento. Poi quelle mezz’ore di attesa che si fanno infinite, aspettare che il personale UEFA ti venga a prendere per mostrarti l’area di lavoro, sentirti spronata a ingozzare qualunque snack ti sia portata dietro, perché, “ricordati che rimangerai solo alle 21!”.

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Colloquio per Ryanair: racconto semiserio di una giornata di ordinaria precarietà

18 May 2017 |  Sandro Gianni

Seconda puntata della nostra rubrica ST.O.P. (STorie di Ordinaria Precarietà): una storia ironica e pungente che racconta un colloquio in grado di aprire infinite possibilità… e che si rivela la solita lotteria in cui perdono sempre i lavoratori. Se volete inviare la storia di un colloquio o un’esperienza lavorativa scrivete a info@clap-info.net.

:: A giudicare dagli annunci nei portali per la ricerca di lavoro, sembra che sul mercato esistano solo tre tipi di occupazioni disponibili: sistemista Java, dialogatore e operatore call-center. Se non conosci Java e hai zero voglia di vendere il tuo tempo per delle chiacchiere con degli sconosciuti, al telefono o dal vivo, la ricerca pare senza possibili sbocchi. Aggiungi che la percentuale di risposta ai curriculum inviati rasenta lo zero e che la laurea e/o i master di cui sei in possesso non sono particolarmente quotati nella borsa degli skills… il quadro si complica parecchio. >> Read more

Più sorrisi? Più soldi! Un mese di lavoro gratuito per le campagne umanitarie

19 December 2016 |  Una ex lavoratrice
Viviamo un’epoca in cui la narrazione è arma nelle mani di chi vuole schiacciare lavoratrici e lavoratori, le loro rivendicazioni, i loro diritti: secondo noi, non è possibile ritirarsi da questo campo di battaglia. Narrare il lavoro, e sopratutto le lotte sul lavoro, vuol dire aumentare le possibilità di riconoscersi, di fare male a chi sta usando la crisi come strumento per arricchirsi alle spalle dei molti che invece continuano a pagarla. Con questo primo testo vogliamo inaugurare una sezione nella quale (ri)costruire saperi sul lavoro e sulle lotte, e rendere pubblica quella realtà sommersa che viene offesa ogni giorno ma che centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori conoscono perfettamente.

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