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Ora basta promesse: il lavoro si paga!

Comunicato stampa :: Riparte la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori SPRAR "Eta Beta"

Dovete darci il denaroGiovedì 26 maggio, a partire dalle ore 10, saremo nuovamente in presidio a viale Manzoni, sotto il Dipartimento Politiche sociali. Dopo le mobilitazioni del mese di marzo, i tavoli con il Direttore del Dipartimento Stefano Giulioli (23.03) e il Direttore della Direzione Accoglienza e Inclusione Antonio De Cinti (29.03), la Coop. “Eta Beta” ha saldato 3 delle 6 retribuzioni che ci erano dovute. Di più, sembrava che la situazione – dal punto di vista retributivo – si stesse finalmente stabilizzando, dopo più di un anno di continui ritardi nei pagamenti. Invece, così non è stato. Da ieri, 20 maggio, gli stipendi che ci spettano sono ancora 4.

La misura è colma: il lavoro si paga, i nostri diritti non possono attendere!

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Il contratto a tutele crescenti e la nuova disciplina dei licenziamenti

incontro20maggioVenerdì 20 maggio h 17.00 @ Bios Lab, Via Brigata Padova 5, 7, 9 - Padova

Dibattito con:

- Avv. Alessandro Brunetti (avvocato CLAP Roma)

- Avv. Giovanna Berti (avvocata CLAP Padova)

- CLAP - Roma // Camere del Lavoro Autonomo e Precario

- CLAP - Padova // Camere del Lavoro Autonomo e Precario


 

L’approvazione del Jobs Act ha radicalmente trasformato la disciplina del mercato del lavoro, e con esso la vita di milioni di persone. A distanza di oltre un anno dalla sua entrata in vigore, gli effetti di questa riforma appaiono ormai evidenti: riduzione crescente dei salari, recrudescenza delle forme di precarietà, erosione dei diritti e scarse tutele, che si accompagnano ad un radicale smantellamento del welfare.

Questa situazione pone importanti interrogativi a coloro che ogni giorno si adoperano per attivare forme di auto-organizzazione e percorsi di sindacalismo sociale. Di fronte a questo scenario, profondamente differente rispetto a quello in cui vigevano le tutele dell'articolo 18, vogliamo interrogarci su cosa significa fare vertenza sindacale oggi, e quali sono le forme e le pratiche più efficaci per esigere e tutelare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

A partire dall’analisi del contratto a tutele crescenti, con una particolare attenzione alla nuova disciplina dei licenziamenti, proveremo a costruire delle risposte e degli strumenti di intervento.

Il dibattito sarà animato dagli avvocati delle CLAP Roma e CLAP Padova che, insieme agli attivisti e alle attiviste delle Camere del Lavoro Autonomo e Precario, illustreranno l'attuale quadro giuridico e le vertenze più significative a cui hanno dato vita nei primi tre anni della loro esperienza sindacale.

CARTA (3.0) DEI DIRITTI E DEI PRINCIPI DEL LAVORO AUTONOMO E INDIPENDENTE

Una proposta aperta, in 9 punti, della “Coalizione 27 febbraio” - versione 3.0

Carta 2Premesse

Creare una Carta delle pretese e dei diritti dei lavoratori autonomi e dei freelance è cosa utile per interloquire criticamente con l'iniziativa legislativa del governo che, con il Ddl collegato alla Legge di stabilità (2015), intende promuovere uno Statuto del lavoro autonomo professionale. Questa bozza di Carta mette in forma scritta quanto discusso dalla “Coalizione 27 febbraio” durante il Meeting (dal titolo Lo Statuto che non c'è) che si è svolto a Roma gli scorsi 14-15 novembre (2015) e quanto è stato dibattuto nelle tante presentazioni pubbliche della stessa negli ultimi mesi. La Carta dei diritti mira a identificare la condizione del lavoro autonomo e a valorizzare la principale caratteristica del lavoro professionale oggi: la transizione o mobilità tra condizioni contrattuali, lavorative, occupazionali diverse che si susseguono in maniera frenetica più volte nel corso di una carriera, facendo saltare i tradizionali confini tra occupazione, disoccupazione, precarietà.

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Come nascono le CLAP

La precarietà è la condizione contemporanea del lavoro e della vita. Ha cominciato ad esserlo, soprattutto per le giovani generazioni, a partire dalla metà degli anni '90, si è consolidata negli anni zero, con la crisi è divenuta, propriamente, condizione generalizzata. Tanto che sono venute meno le demarcazioni, ancora evidenti solo un decennio fa, tra lavoro precario e lavoro stabile e, con l'approfondimento della catastrofe economica nell'Eurozona, tra lavoro e disoccupazione. Sarebbe più opportuno, per afferrare con una parola il mercato del lavoro, e raccontare le nostre vite, usare la nozione di transizione: da un lavoro precario all'altro, dalla partita Iva al contratto precario (e viceversa), dall'impiego stabile alla disoccupazione. Ancora: da un paese all'altro, assumendo che oggi le migrazioni non riguardano più soltanto le popolazioni del Sud o dell'Est del mondo, ma coinvolgono con forza giovani e meno giovani del Sud Europa.

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Solidarity Forever

DI FRANCESCO RAPARELLI** Appunti sul sindacalismo rivoluzionario americano e quello da costruire in Europa 1. A conclusione dell’opuscolo curato dal Collettivo di “Primo maggio”, La tribù della talpe, Sergio Bologna presenta stenograficamente i tratti qualificanti della «leggenda» dell’Industrial Workers of the World e, parafrasando Mario Tronti e il suo Lenin in Inghilterra (1964), propone: «IWW a Torino» (BOLOGNA 1978). Dalla fabbrica alla società, dalla centralità dell’operaio-massa alla circolazione delle merci, la logistica: questo il passaggio imposto dalla ristrutturazione capitalistica targata Agnelli. Se alla fabbrica si sostituisce il territorio, allora, questa l’ipotesi politica di Bologna, decisivo riscoprire la storia del sindacalismo rivoluzionario americano, le sue forme organizzative e di lotta, il suo piglio combattivo, generoso e libero dalle ideologie.

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