Contrasto alla violenza di genere

Il lavoro nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza di genere: formazione su diritti e strumenti

La violenza contro le donne è fenomeno strutturale e di difficile misurazione, perché in larga parte sommerso. Secondo i dati Istat, in Italia sono 6 milioni 788 mila le donne che hanno subito violenza fisica o sessuale (31,5%). Oltre alla violenza fisica o sessuale, le donne subiscono anche violenza psicologica ed economica, cioè comportamenti di umiliazione e controllo, nonché di limitazione nell’accesso alle proprie disponibilità economiche o della famiglia. Si stima che il 53% delle donne ha subito qualche forma di violenza economica: in particolare, il 22,6% non ha accesso al reddito familiare, il 19,1% non può usare i propri soldi liberamente e il 10,8% non può lavorare o trovare un impiego.

Nel 2017, sempre secondo L’Istat, si sono rivolte ai Centri antiviolenza 43.467 donne (15,5 ogni 10mila donne). L’82,5% ha un basso livello di indipendenza economica e il 59,1% non ha un’occupazione. A tale allarmante situazione rispondono, in tutto il territorio del Lazio, solo 7 Centri Antiviolenza.

Il seguente Progetto, finanziato dall’Otto per mille della Tavola valdese, vuole promuovere l’inserimento sociale e lavorativo di 20 donne interne a un percorso di fuoriuscita dalla violenza presso la casa delle donne “Lucha y Siesta” (VII municipio).

I percorsi di fuoriuscita dalla violenza e di autonomia sono infatti complessi, perché molteplici sono i bisogni cui è necessario far fronte. Spesso a causa di relazioni violente, le donne sono costrette a lasciare la propria occupazione o a non entrare nel mercato del lavoro. L’indipendenza economica è un fattore decisivo per la fuoriuscita da queste relazioni. Avere un lavoro dignitoso, correttamente contrattualizzato e retribuito, in un posto sicuro dove venga garantita la privacy, insieme ai diritti della lavoratrice, non è facile né scontato. Dunque, l’orientamento e l’inserimento lavorativi sono passaggi delicati e quanto mai importanti per il sostegno dei percorsi di autonomia delle donne.

A tal fine, verranno predisposti diversi strumenti volti a costruire peculiari progetti di inserimento lavorativo, a orientare le donne nel mercato del lavoro, a far acquisire o recuperare loro competenze specifiche e la consapevolezza delle proprie potenzialità. Le donne che si rivolgono al Centro antiviolenza sono spesso estremamente isolate, danneggiate nell’autostima o dipendenti anche economicamente dal loro partner. Una volta che riescono a separarsi dal contesto di violenza, incontrano frequentemente grandi difficoltà nel reinserimento nel mondo del lavoro, nel sostentamento proprio e dei figli, nella conciliazione dei tempi di cura e di lavoro. Molte donne restano in una situazione di ricatto anche perché non hanno o non conoscono alternative: un lavoro dignitoso, la conoscenza dei propri diritti e il supporto da parte di una rete formale e informale nel territorio sono fondamentali per i percorsi di uscita dalla violenza.

Il Progetto è svolto dalle CLAP in partenariato con la Casa delle donne “Lucha y Siesta” e il suo macro-obiettivo è di promuovere e facilitare l’inserimento sociale e lavorativo attraverso un sistema integrato di servizi, che unisca le competenze di diversi professionisti e attori sociali attivi sul territorio: a) formazione collettiva sulla legislazione lavorativa, sindacale e previdenziale b) consulenze individuali finalizzate ad acquisire consapevolezza delle proprie potenzialità e a costruire il proprio progetto di inserimento lavorativo: bilancio delle competenze e delle inclinazioni personali, predisposizione dei CV, preparazione al colloquio di lavoro c) produzione di un vademecum multilingue contenente indicazioni di primo supporto per orientare le lavoratrici all’interno dei posti di lavoro d) attivazione di 2 “borse lavoro” per una durata di 6 mesi ciascuna, modulate sulla personalità e sulle esigenze di vita privata delle lavoratrici, presso aziende che hanno aderito al Progetto e che permettano di acquisire o recuperare competenze tecniche specifiche spendibili sul mercato del lavoro; relativo monitoraggio volto a garantire il buon esito dell’esperienza lavorativa.

Una procedura così integrata di servizi mira a fornire strumenti utili per affrontare gli ostacoli che si frappongono alla concreta possibilità di recupero dell’autonomia economica e, così, facilitare il percorso di fuoriuscita dalla violenza.

Progetto realizzato con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese