Focus

…Let’s Act!

14 June 2014

No Jobs... Let's ActIl report che segue non ha l’ambizione di essere una sintesi di tutto ciò che è stato discusso nel Meeting “No Jobs… Let’s Act” che si è svolto a Roma gli scorsi 6/7/8 giugno. Piuttosto, intendiamo presentare le proposte di lavoro che sono emerse nel confronto e avviare un percorso nuovo, che sappia tenere insieme i tanti e i diversi che, in modo aperto e cooperativo, hanno costruito il Meeting e ne hanno reso possibile il successo.

Abbiamo ritenuto importante e utile dare vita a un’assemblea tematica e non generalista, che si è divisa in due workshop – “Contro il Jobs Act: reddito di base, salario minimo, auto-organizzazione e nuove forme di sindacalismo metropolitano” e “Commons e nuove forme di mutualismo: centri sociali, mutualismo, autogestione, riforma del terzo settore, produzione culturale” – tenuti insieme da un filo comune: come aggredire, nel momento in cui più dura si fa l’iniziativa riformistica neoliberale (vedi il Jobs Act di Renzi-Poletti), il nodo dello sfruttamento del lavoro? Immaginando, da un lato, l’organizzazione e il sostegno del conflitto contro il lavoro sottopagato e precario, e, dall’altro, la possibilità concreta del lavoro senza padroni e dell’economia autogestita e collaborativa.

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La torsione neoliberale del sindacato tradizionale e l’immaginazione del «sindacalismo sociale»

5 June 2014

Sciopero Fast Fooddi ALBERTO DE NICOLA, BIAGIO QUATTROCCHI.

1. Introduzione

Lo scopo di questi appunti è quello di stimolare una duplice riflessione. Assistiamo, oramai da lungo tempo, ad una profonda trasformazione della funzione del sindacato tradizionale. Con esso intendiamo le organizzazioni eredi del movimento operaio: come la forma sindacale confederale e le esperienze “cogestionarie” tedesche. Questa trasformazione sembra essere profondamente segnata da una torsione in chiave neoliberale del soggetto sindacale, divenuto “istituzione” attiva nel sistema della governance, al pari degli altri soggetti che in essa vi operano. In quanto tale, questa istituzione, sembra sempre di più introiettare quella razionalità governamentale tipica dell’impresa. Dal sindacato come soggetto autonomo per il conflitto sul salario, si assiste alla formazione di una organizzazione manageriale che svolge una funzione attiva nella segmentazione della forza-lavoro e nel processo di trasformazione del welfare.

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No Job… Let’s Act!

10 May 2014

Roma 7-8 giugno – Incontro su Reddito, Commons e nuove forme di Mutualismo

Urlo precarioDalla fabbrica occupata Officine Zero di Roma e dalle CLAP (Camere del Lavoro Autonomo e Precario) un invito ai precari, agli studenti e ai disoccupati, ai teatri occupati, ai lavoratori in lotta, alle reti di movimento, ai comitati in difesa dei beni comuni e dei territori, al sindacalismo conflittuale e ai centri sociali, per incontrarci a Roma il prossimo 7 e 8 giugno.

 

 

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Precari a vita con il Jobs Act?

10 April 2014

10 aprile - Jobs ActCos’è il DL Poletti?
Come cambiano i contratti?
Apprendistato, stage e lavoro gratuito: come fermare il Governo Renzi?
Reddito di base, salario minimo, nuovo welfare: come auto-organizzarsi?

CLAP (Camere del Lavoro Autonomo e Precario) presentano:

Precari a vita con il Jobs Act?

Assemblea pubblica verso la manifestazione nazionale del 12 Aprile e il Maggio di lotte precarie europee

Giovedì 10 Aprile, ore 17.30 press OFFICINE ZERO, Via U. Partini 20, Casalbertone – Roma

“un torto fatto a uno di noi è un torto per tutti”

 

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Jobs Act: il disastro fatto e quello in corso d’opera

10 April 2014

Poletti1. Il Decreto legge 20 marzo 2014

E’ stato pubblicato il 20 marzo 2014 sulla Gazzetta Ufficiale , e quindi è operativo a tutti gli effetti, il decreto con cui il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 12 marzo, su proposta del Presidente Renzi e del Ministro del Lavoro Poletti), ha approvato disposizioni urgenti sul contratto a termine e sul contratto di apprendistato, a cui è stato aggiunto in extremis un articolo riguardante il rifinanziamento dello sgravio contributivo per i contratti di solidarietà per una somma complessiva di 15 mil. di Euro per l’anno in corso.

Del tanto roboante JOBS ACTC che doveva ridurre la precarietà e rilanciare l’occupazione, per ora non c’è che un atto di ulteriore liberalizzazione dell’accesso a queste due forme contrattuali che ne rende più precarie le condizioni di lavoro , intervenendo anche a diminuire le già misere retribuzioni degli apprendisti, e un intervento sulla documentazione di regolarità retributiva delle imprese (DURC), che rende meno stringenti i controlli e facilita le procedure per le aziende.

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Alzare il tiro – Sergio Bologna scrive al cd di ACTA

29 March 2014

QS1Carissime/i,

la discussione che si è aperta in questi giorni sulle politiche del lavoro del governo Renzi ci ha dimostrato una volta di più l’ottusa resistenza che gli ambienti politici, accademici e sindacali – tranne alcune eccezioni – continuano ad opporre ad una visione moderna del lavoro. Mentre il Parlamento Europeo, che non è l’istituzione più vicina ai cittadini, dichiara a larga maggioranza che i freelance hanno gli stessi diritti sociali dei lavoratori dipendenti, le nostre classi dirigenti ripropongono uno schema che riconosce come “lavoro” solo il lavoro dipendente oppure le varie forme in cui il lavoro dipendente può essere reso “flessibile”. Deplorevole di questo atteggiamento non è tanto – o non solo – il disconoscere l’esistenza di altre forme di attività lavorativa quanto il persistere di una politica di flessibilizzazione del lavoro dipendente che ha portato al declino del nostro paese ed a una disoccupazione giovanile del 42%. Non è vero che il nostro paese è fatto di garantiti e non garantiti, di tutelati e non tutelati, magari fosse così!

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