Focus

Sciopero sociale: il Paese (finalmente) diviso

20 November 2014

di Francesco Raparelli*

Sciopero sociale

«È stato calcolato e progettato un disegno in queste settimane per dividere il mondo del lavoro, farne terreno di scontro. […] Ma non esiste una doppia Italia, esiste un’Italia unica e indivisibile, che si faccia il lavoratore o l’imprenditore, e questa Italia non consentirà di scendere nello scontro». Sono queste le parole di Renzi, utilizzate per scaldare la platea di Confindustria a Brescia, il 4 novembre, mentre fuori procedevano le contestazioni da parte di movimenti e metalmeccanici. La CGIL, sentendosi chiamata in causa, ha subito precisato che il Paese lo divide il Governo, di certo non lo fa il sindacato. Figurarsi.

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Perché scioperiamo il 14N?

28 October 2014

Strikers declaration #03

#NonInMioNome #scioperosociale

declaration_03-840x500Sappiamo quanto è difficile oggi scioperare. Lo è per chi ha un lavoro fisso, per chi il diritto di sciopero ce l’ha, ma lo vede sottoposto a troppe limitazioni. Lo è perché è faticoso rinun- ciare a una parte del proprio stipendio quando la crisi si approfondisce e soldi non ce ne sono. Lo è ancora di più per chi è precario, per chi scioperare significa rischiare di perdere il posto di lavoro. Lo è per chi è un lavoratore autonomo, perché poi deve motivare il proprio ritardo nella consegna al committente. Lo è per un disoccupato o per un intermittente.

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Passo dopo passo verso lo sciopero sociale #14N

14 October 2014

Sciopero SocialeAll’una di notte del 9 ottobre è stato approvato il Jobs Act in Senato attraverso un maxi emendamento, una delega “in bianco” al governo per riformare e precarizzare l’ennesima volta negli ultimi 2 decenni il mercato del lavoro nel nostro paese. La fiducia arriva qualche ora più tardi rispetto all’operazione spot organizzata in tutta fretta a Milano, un’inutile summit europeo sul lavoro, con il solo scopo di raccogliere il consenso di Merkel, Barroso, Schulz e Van Rompuy.

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Ripartono gli sportelli delle CLAP

26 September 2014

OrganizeOrari, servizi, contatti

Ripartono gli sportelli delle CLAP, Camere del Lavoro Autonomo e Precario. A partire da lunedì 29 settembre e poi, la settimana successiva, il 6-7 ottobre, ogni lunedì, dalle ore 17:30 alle 20, presso Officine Zero (via Partini 20, traversa via di Portonaccio, Casal Bertone) e il martedì, dalle ore 19 alle 21, presso Esc (via dei Volsci 159, San Lorenzo) e presso Puzzle (via Monte Meta 21, Tufello).

Cosa trovate negli sportelli?

  • * Avvocato del lavoro e assistenza legale: per consulenza e vertenze;

  • * Il primo e il terzo lunedì del mese, commercialista: consulenza fiscale per lavoratori autonomi, associazioni, cooperative;

  • * Su appuntamento: consulenza nella gestione dei propri debiti (con Equitalia, banche, ecc.); avvocato penalista (mobbing, violenze subite sul posto di lavoro, ecc.);

  • * Compilazione modello ISEE.

Per informazioni maggiori o per richiedere appuntamenti specifici, i contatti sono:

romaclap@gmail.com

329 7624550 (il telefono è sempre attivo durante gli orari di sportello e, dal mercoledì al venerdì, la mattina, dalle 11 alle 13:30)

www.clap-info.net

vedi anche: cosa sono le CLAP?

«un torto fatto a uno di noi è un torto per tutti»

Batte il tempo dello sciopero sociale

15 September 2014

strike-meeting-locandinaComunicato finale dello Strike Meeting

Partiamo da un dato: nei tre giorni dello Strike Meeting, oltre 500 tra lavoratrici e lavoratori, precari, studentesse/studenti, attiviste/i sindacali, dei centri sociali e dei comitati che difendono i beni comuni, provenienti da tutta Italia e non solo, si sono incontrati e hanno discusso per ore, mettendo a confronto forme organizzative, pretese programmatiche, pratiche di lotta. Un dato per nulla scontato, che non si limita a registrare la forza quantitativa dell’evento, ma segnala, semmai, la qualità di un processo politico dove alla competizione tra gruppi si sostituisce la composizione virtuosa delle differenze. Da qui dunque occorre prendere le mosse per passare in rassegna i punti salienti del dibattito.

Nei workshop come nelle plenarie, nei tavoli programmatici come nella tavola rotonda con gli attivisti provenienti da Germania, Francia, Grecia, Spagna e Portogallo, centro dell’attenzione sono state le politiche neoliberali, approfondite dalla crisi, che stanno ridisegnando lo scenario europeo: attacco ai salari, compressione dei diritti sindacali, dequalificazione e aziendalizzazione della formazione e della ricerca, privatizzazione delle public utilities, recinzione dei beni comuni, nuovo governo della mobilità della forza-lavoro e sfruttamento del lavoro migrante. Altrettanto, e al seguito di una definizione non superficiale di questi fenomeni, è emersa l’esigenza di fare un salto di qualità nell’articolazione delle lotte e delle istanze programmatiche.

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…Let’s Act!

14 June 2014

No Jobs... Let's ActIl report che segue non ha l’ambizione di essere una sintesi di tutto ciò che è stato discusso nel Meeting “No Jobs… Let’s Act” che si è svolto a Roma gli scorsi 6/7/8 giugno. Piuttosto, intendiamo presentare le proposte di lavoro che sono emerse nel confronto e avviare un percorso nuovo, che sappia tenere insieme i tanti e i diversi che, in modo aperto e cooperativo, hanno costruito il Meeting e ne hanno reso possibile il successo.

Abbiamo ritenuto importante e utile dare vita a un’assemblea tematica e non generalista, che si è divisa in due workshop – “Contro il Jobs Act: reddito di base, salario minimo, auto-organizzazione e nuove forme di sindacalismo metropolitano” e “Commons e nuove forme di mutualismo: centri sociali, mutualismo, autogestione, riforma del terzo settore, produzione culturale” – tenuti insieme da un filo comune: come aggredire, nel momento in cui più dura si fa l’iniziativa riformistica neoliberale (vedi il Jobs Act di Renzi-Poletti), il nodo dello sfruttamento del lavoro? Immaginando, da un lato, l’organizzazione e il sostegno del conflitto contro il lavoro sottopagato e precario, e, dall’altro, la possibilità concreta del lavoro senza padroni e dell’economia autogestita e collaborativa.

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