Category: Focus

Note sul Rapporto annuale dell’INPS

10 July 2017 |

:: di Tavolo Lavoro e Welfare – Non Una Di Meno (Roma)

:: Non vi è rapporto annuale di fonte istituzionale che non ricordi a questo paese le profonde discriminazioni che le donne vivono dentro e fuori il mercato del lavoro. È ora la volta del Rapporto annuale dell’INPS che, nell’analisi dei dati pensionistici, misura anche il “prezzo”, in termini retributivi, che le donne lavoratrici pagano quando decidono di diventare madri. Si tratta di una perdita secca relativa al proprio reddito che, a soli due anni dalla nascita di un figlio o una figlia, si aggira attorno al 35%. Una donna su quattro circa, nei 24 mesi successivi alla nascita del bambino o della bambina, si trova infatti costretta a lasciare la propria occupazione a causa delle enormi barriere che incontra nel preservare il proprio posto di lavoro. Difficoltà di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, sovraccarico del lavoro riproduttivo e domestico, l’ormai rarefatta offerta pubblica di servizi all’infanzia, alla cura degli anziani e dei disabili, condannano sempre più spesso le donne alla disoccupazione forzata e al ruolo di supplenti permanenti del welfare state in via di dissoluzione. Ma anche per coloro che riescono, dopo la gravidanza, a mantenere il lavoro (perlopiù precario), la discriminazione non tarda a palesarsi: in media, dopo la nascita della figlia o del figlio, nella busta paga queste donne trovano il 10% in meno del proprio precedente stipendio.

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7 Tesi sul Reddito di base

23 June 2017 |  Clap Roma

In vista della Tavola rotonda di domani pomeriggio (24.06, ore 17), ultimo atto dell’Assemblea nazionale che avrà inizio oggi alle 18 presso Esc, un contributo alla discussione da parte delle Camere del Lavoro Autonomo e Precario di Roma. ::

1. Il Reddito di base non è il Reddito minimo garantito. A differenza del Reddito minimo garantito, fortemente condizionato dai livelli di reddito del richiedente, dalla sua specifica collocazione nel mercato del lavoro e, soprattutto, dall’accettazione di qualsiasi offerta di lavoro così come dagli obblighi formativi, il Reddito di base è una misura universale e incondizionata, finanziata dalla fiscalità generale. Il carattere incondizionato, occorre precisare, è elemento fondamentale della rivendicazione, che sarebbe altrimenti spuntata, strumento inadeguato nella battaglia che vogliamo combattere. Incondizionato, e quindi ostile a qualsiasi misura di workfare (welfare to work), impronta assai presente nelle proposte fin’ora avanzate dalle forze politiche e sindacali italiane; strumento di libertà e non di ricatto, di autonomia e non di governo della forza-lavoro e della povertà.

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L’ Albo dei morti viventi

19 June 2017 |

Il sesto appuntamento di ST.O.P ci catapulta in un mondo particolare: dopo mille lavoretti per pagarti gli studi sei pronto per l’ingresso principale nel mondo del lavoro…ne siete sicuri? Una visita guidata nel mondo “horror” di chi, neolaureata, prova ad accedere a una professione.

di Vera Nabokov

“Ma guarda che non sei la sola, non bisogna lamentarsi, è il mondo del lavoro (baby). Tutti hanno lo stesso problema e tutti si accontentano”.

Maledetti anni ’80. Maledetta generazione dei nostri genitori cresciuti con la subdola ideologia lavorista dove il solipsismo e le spalline delle giacche hanno trionfato su qualsiasi possibilità di considerare il mondo del lavoro ripartendo dalla comunione d’intenti e volontà, senza spazi per un ‘economia non globalizzata ed il respiro soffocato delle mobilitazioni di massa. >> Read more

Generazione Z? Mi viene il vomito…

17 June 2017 |

“Repubblica” commenta una preoccupante indagine: circa 8 giovani su 10 sono disposti ad iniziare la propria carriera lavorando gratis. Triste e dispiaciuto il giornalista, per questo atteggiamento molto sconveniente da parte della “generazione Z”…ma è giusto che si senta così innocente?

di Francesco Armenio

«Sì! Stupendo! Mi viene il vomito! E’ più forte di me!». Così cantava Vasco Rossi nella sua «Stupendo», in cui a provocare il rigurgito sono gli anni ’80 della rivoluzione neoliberale, della distruzione delle alternative al modello economico dominante, del «non importa chi perdeva, le regole sono così». >> Read more

“Food manager”? Servi polpette e sorridi

31 May 2017 |

Quinta Puntata di ST.O.P! STorie di Ordinaria Precarietà. Food manager? No, neolaureati che “sporzionano” polpette sentendosi mobili…

:: di Fabiana Fraulini

:: Finita l’università, consapevoli che la vostra laurea in Filosofia non vi darà grandi prospettive lavorative, con umiltà e poche speranze iniziate a inviare il vostro curriculum a qualsiasi azienda, agenzia per il lavoro e istituzione che vi viene in mente.

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“Nino, Nino, Nino”… medici precari in ambulanza

26 May 2017 |

Quarta Puntata di ST.O.P! Storie di ordinaria precarietà. Una vita di studi, diventare medico e…andare di servizio allo stadio Olimpico per essere pagati con dei buoni benzina. 

di Olandese

Non sempre riesco a pensare al mio lavoro con sarcasmo e l’ironia, spesso prevale la rabbia, se non lo sbigottimento o l’amarezza. Gli stessi sentimenti che leggo nei loro volti, quando ne parlo con amici e familiari. Non solo perché empatizzano evidentemente con la mia condizione di lavoro, ma perché quello che io faccio ha direttamente a che fare con la salute di tutti.
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Finale di Champions: non è tutto oro quel che luccica

22 May 2017 |

Terza puntata della rubrica ST.O.P (STorie di Ordinaria Precarietà). Dopo i colloqui di Ryanair, è tempo di calcio, di grandi eventi, di uomini d’affari. Se volete inviare la storia di un colloquio o di un’esperienza lavorativa, scrivete a info@clap-info.net

:: di C

:: “Ah ma hai lavorato a San Siro per la finale UEFA? Che figata!” NO! FIGATAUNCAZZO. “Beata te!” NO! Non eravamo beate nessuna di noi 200 hostess. Che da mezzogiorno eravamo là, sotto il sole a fare appello dopo appello, fila dopo fila, a timbrare il pass una alla volta per ogni spostamento. Poi quelle mezz’ore di attesa che si fanno infinite, aspettare che il personale UEFA ti venga a prendere per mostrarti l’area di lavoro, sentirti spronata a ingozzare qualunque snack ti sia portata dietro, perché, “ricordati che rimangerai solo alle 21!”.

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Colloquio per Ryanair: racconto semiserio di una giornata di ordinaria precarietà

18 May 2017 |  Sandro Gianni

Seconda puntata della nostra rubrica ST.O.P. (STorie di Ordinaria Precarietà): una storia ironica e pungente che racconta un colloquio in grado di aprire infinite possibilità… e che si rivela la solita lotteria in cui perdono sempre i lavoratori. Se volete inviare la storia di un colloquio o un’esperienza lavorativa scrivete a info@clap-info.net.

:: A giudicare dagli annunci nei portali per la ricerca di lavoro, sembra che sul mercato esistano solo tre tipi di occupazioni disponibili: sistemista Java, dialogatore e operatore call-center. Se non conosci Java e hai zero voglia di vendere il tuo tempo per delle chiacchiere con degli sconosciuti, al telefono o dal vivo, la ricerca pare senza possibili sbocchi. Aggiungi che la percentuale di risposta ai curriculum inviati rasenta lo zero e che la laurea e/o i master di cui sei in possesso non sono particolarmente quotati nella borsa degli skills… il quadro si complica parecchio. >> Read more

“Villa delle Querce” | 8 punti per iniziare a prenderci CURA dei nostri DIRITTI

9 May 2017 |  Clap Roma

8 punti per CAMBIARE

1. Arretrati contrattuali. L’Accordo economico siglato da AIOP e CGIL-CISL-UIL il 15 settembre 2010 ha rinnovato il CCNL per il biennio 2006-2007. Se dal gennaio 2011 abbiamo cominciato a percepire gli aumenti in busta paga fissati dal nuovo tabellario, MAI è stata negoziata la “UNA TANTUM” per gli anni 2006-2010 che pure ci spetta. Sono nostri soldi, sono nostri diritti: pretendiamo di averli subito. Di più: ci vuole un vero rinnovo del CCNL, sia della sua parte economica, ferma appunto da ben 10 anni, si di quella normativa, ferma dal 2005.

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Alitalia, i lavoratori dicono no a ricatti e sacrifici: storia di una lotta che non è finita

27 April 2017 |

Dopo il ‘no’ di Almaviva, arriva quello di Alitalia. I lavoratori e le lavoratrici respingono un accordo lacrime e sangue confezionato dal Governo e dai sindacati confederali, dopo un mese e mezzo di intensa mobilitazione sindacale . Ogni ristrutturazione di Alitalia, a cominciare dalla privatizzazione, è stata pagata dai lavoratori e dai cittadini, socializzando le perdite e privatizzando i profitti, un risultato dell’incapacità e del carattere predatori del grande capitalismo italiano e della politica di ogni colore. Con dignità e coraggio è stato bocciato un piano fatto di licenziamenti, peggioramento delle condizioni di lavoro e salariali. Governo, azienda e Cgil-Cisl-Uil, sicuri del risultato, hanno scompostamente attaccato il comportamento di lavoratori. Ora il 12 maggio un nuovo sciopero indetto dal sindacalismo di base.

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