Ve lo ricordate il famoso “ce lo chiede l’Europa” di montiana memoria? Ecco, con il nuovo corso di Matteo Renzi, saremmo addirittura noi precari, studenti, partite Iva col regime minimi, disoccupati a desiderare la riforma del mercato del lavoro nel senso della distruzione dei diritti acquisiti, Statuto dei lavoratori in primis. La narrazione tossica che ci propina il governo di Renzi è semplice: togliere i diritti a chi ne ha senza darne di nuovi a nessuno.
Non è più tempo di aspettare, il Jobs Act corre tra Senato e Camera – a botte di fiducia – verso l’approvazione, e non sarà di certo la flebile opposizione di palazzo a invertire la rotta.
Dobbiamo mobilitarci, unirci, metterci assieme!
Per fare al meglio tutto questo, stiamo organizzando lo sciopero sociale del #14N. Vogliamo incrociare le braccia e insieme incrociare le lotte: perché non vogliamo essere condannati per legge a una precarietà infinita; perché l’articolo 18 va esteso e non eliminato; perché vogliamo un reddito che ci consenta di vivere; perché non vogliamo lavorare senza un minimo salariale dignitoso; perché tante partite Iva non possono subire un carico fiscale pesantissimo senza avere nulla in cambio; perché, da disoccupati, non vogliamo accettare un lavoro a qualsiasi condizione; perché studiare non può essere un lusso per pochi, perché il lavoro gratuito è una vergogna che deve finire.
Invitiamo tutte e tutti – lavoratori, precari, studenti, disoccupati di tutti i tipi – il 22 ottobre in Piazza Montecitorio, a partire dalle ore 16:00, per rompere il silenzio e prendere la parola verso il 14N proprio mentre il Jobs Act è in discussione nella Commissione lavoro della Camera.
#14N #SCIOPEROSOCIALE
Tratto da: http://blog.scioperosociale.it/
Giovedì 16 ottobre, ore 18
presso Csoa Sans Papier (via Carlo Felice 69 a – San Giovanni/Roma)
presentazione delle Camere del Lavoro Autonomo e Pracario
Focus: Cos’è il Naspi? Cos’è la riforma degli ammortizzatori sociali di Renzi-Poletti?
A seguire aperitivo e Dj set a cura di: CRR WRST [RadioSonar.net]; Laowai [Cromedrop Rec.]
Roma 30.09, blitz di precari e studenti presso la sede del CNEL, interrotta la presentazione del Rapporto annuale, contestati Treu e Squinzi. Mentre Poletti dà forfait all’ultimo momento.Sono giorni che il premier Renzi e il ministro del Lavoro Poletti si autoproclamano difensori dei precari, di chi, come noi, è privo di diritti. Lo fanno sostenendo il Jobs Act e la necessità di rendere più flessibile il mercato del lavoro attraverso l’eliminazione dello Statuto dei lavoratori.
Lo gridiamo da subito con forza: NON IN NOSTRO NOME!
È un ventennio, infatti, che si approfondisce la flessibilità promettendo, in cambio, l’aumento dell’occupazione: in modo inequivocabile, i fatti dimostrano che tutto ciò non è vero, a maggiore flessibilità non corrisponde maggiore occupazione, anzi. Altrettanto, sappiamo che eliminando le tutele esistenti, lo Statuto dei lavoratori in primis, non si estendono le tutele a chi non ne ha. Semplicemente, tutti avranno meno tutele.
Orari, servizi, contattiRipartono gli sportelli delle CLAP, Camere del Lavoro Autonomo e Precario. A partire da lunedì 29 settembre e poi, la settimana successiva, il 6-7 ottobre, ogni lunedì, dalle ore 17:30 alle 20, presso Officine Zero (via Partini 20, traversa via di Portonaccio, Casal Bertone) e il martedì, dalle ore 19 alle 21, presso Esc (via dei Volsci 159, San Lorenzo) e presso Puzzle (via Monte Meta 21, Tufello).
Cosa trovate negli sportelli?
* Avvocato del lavoro e assistenza legale: per consulenza e vertenze;
* Il primo e il terzo lunedì del mese, commercialista: consulenza fiscale per lavoratori autonomi, associazioni, cooperative;
* Su appuntamento: consulenza nella gestione dei propri debiti (con Equitalia, banche, ecc.); avvocato penalista (mobbing, violenze subite sul posto di lavoro, ecc.);
Per informazioni maggiori o per richiedere appuntamenti specifici, i contatti sono:
329 7624550 (il telefono è sempre attivo durante gli orari di sportello e, dal mercoledì al venerdì, la mattina, dalle 11 alle 13:30)
vedi anche: cosa sono le CLAP?
«un torto fatto a uno di noi è un torto per tutti»
Partiamo da un dato: nei tre giorni dello Strike Meeting, oltre 500 tra lavoratrici e lavoratori, precari, studentesse/studenti, attiviste/i sindacali, dei centri sociali e dei comitati che difendono i beni comuni, provenienti da tutta Italia e non solo, si sono incontrati e hanno discusso per ore, mettendo a confronto forme organizzative, pretese programmatiche, pratiche di lotta. Un dato per nulla scontato, che non si limita a registrare la forza quantitativa dell’evento, ma segnala, semmai, la qualità di un processo politico dove alla competizione tra gruppi si sostituisce la composizione virtuosa delle differenze. Da qui dunque occorre prendere le mosse per passare in rassegna i punti salienti del dibattito.
VERSO LO SCIOPERO SOCIALE…
Stamattina un partecipato presidio di precari e freelance ha manifestato sotto le finestre dell’Fnsi. Con loro anche le Camere del Lavoro Autonomo e Precario. Dopo l’occupazione simbolica degli uffici e un infruttuoso incontro, un’assemblea a chiesto a gran voce le dimissioni del segretario Siddi ed espresso la volontà di continuare la battaglia contro lo sfruttamento e per i diritti.Questa mattina le CLAP, Camere del Lavoro Autonomo e Precario, hanno sostenuto la mobilitazione di giornalisti precari e freelance contro l’accordo truffa sull’equo compenso siglato da Fieg e Fnsi. La manifestazione si è svolta proprio sotto le finestre della Federazione nazionale stampa italiana, quello che di fatto è il sindacato unico dei giornalisti, e indicato come principale responsabile della svendita dei diritti di freelance e precari in primo luogo. Abbiamo partecipato non solo perché diversi di noi sono freelance e giornalisti precari, ma soprattutto perché crediamo sia arrivata l’ora di dar vita ad una ampia coalizione di lavoratori autonomi e non solo, in grado di rivendicare diritti e reddito per tutti. Come diciamo sempre riprendendo un vecchio slogan del sindacalismo americano: “un torto fatto ad uno, è un torto fatto a tutti”.
Le lavoratrici e i lavoratori Ce.Fi., Centro fisioterapico (in convenzione) di Ciampino, hanno rotto il silenzio e sono tornate/i in piazza. Dopo il presidio sotto la Regione Lazio del 14 aprile scorso, la mobilitazione ha raggiunto stamani il Comune di Ciampino. Un presidio comunicativo e determinato, al quale, oltre alle lavoratrici e i lavoratori, hanno partecipato (ex) pazienti e cittadine/i.
Ancora una mobilitazione per conquistare i diritti fin qui negati: alla retribuzione (per il lavoro svolto, da dipendenti e collaboratori, nell’anno 2013 e non ancora pagato), al lavoro e, più in generale, a un servizio sanitario pubblico, accessibile, di qualità.
Roma 20.06.2014 – Comunicato stampa
Sono passati due mesi da quando le lavoratrici e i lavoratori Ce.Fi., Centro fisioterapico (in convenzione) di Ciampino, hanno portato in piazza per la prima volta la loro drammatica situazione: un anno (2013) di lavoro svolto e non pagato; il rischio di perdere il lavoro. Ma per loro ancora nulla è cambiato. Senza soldi, senza lavoro, senza prospettive, dipendenti e collaboratori (con partita Iva) pretendono ora risposte certe dalle istituzioni.
Partono stamani, nel Lazio, i colloqui con i primi 200 iscritti al programma “Garanzia Giovani”. Parte stamani la campagna di comunicazione e di inchiesta organizzata e promossa da precari, neet e studenti di Roma che vogliono dire la verità e svelare l’imbroglio. 1,5 miliardi di euro vengono stanziati dall’Unione Europea a sostegno delle imprese e delle politiche attive in Italia; nulla viene fatto per rendere universale il welfare e introdurre un reddito di base e incondizionato, l’unica alternativa al lavoro gratuito, quello sottopagato e senza diritti. Anche se decine di migliaia sono state le iscrizioni al programma di “Garanzia Giovani”, altrettante saranno le aspettative deluse: tirocini e formazione non risolveranno di certo il problema della disoccupazione giovanile, semmai integreranno la sottoccupazione e le misure di workfare che governo Renzi e Parlamento si apprestano a varare (Jobs Act, Disegno di legge delega).
Respingiamo l’imbroglio, vogliamo subito un reddito, per non accettare il ricatto del lavoro purché sia!
Oggi al Centro per l’Impiego, domani in assemblea, alle ore 17 presso la facoltà di Scienze politiche di Roma Tre, per rilanciare la mobilitazione contro il Jobs Act, verso Torino (11 luglio) e l’autunno. Mercoledì alle 19:30 presso Puzzle (via di Monte Meta 21) e giovedì alle 18 presso Alexis/Neet Bloc (via Ostiense 124) due appuntamenti per approfondire criticamente il DL Poletti e il Disegno di legge delega su lavoro e welfare (Jobs Act), il programma “Garanzia Giovani”, per decostruire le retoriche sulla disoccupazione giovanile e i neet, per ribadire con forza che il reddito di base è la soluzione.
#GarantiamociUnFuturo