Stand up, you’re not alone

CLAP discute le Carte dei diritti

11 February 2016

Libera Carta 17 febbraioOggi (11.02.2016), presso il Circolo Sparwasser, CLAP discuterà con Serena Sorrentino (segreteria nazionale CGIL), Guido Cioni (Rete della Conoscenza), Elena Monticelli (ACT). Al centro del dibattito: la Carta dei diritti universali del lavoro elaborata della CGIL e la Carta dei diritti e dei principi del lavoro autonomo e indipendente della “Coalizione 27 febbraio”.

Il 17 febbraio, ore 15 presso l’Università di Roma Tre, CLAP prenderà parte alla presentazione della Carta della “Coalizione 27 febbraio”. L’iniziativa – che apre il ciclo di seminari e conferenze dedicato ad Antonio Salerno Piccinino, lavoratore autonomo e studente morto in un incidente sul lavoro, durante l’ultima consegna straordinaria della sua giornata da pony express – vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Sergio Bologna (ACTA) e di Claudio Treves (segretario nazionale NIdiL – CGIL).

Napoli 6.02 | Libera Carta

3 February 2016

Sabato 6 febbraio, ore 18 presso Zero81.

CLAP Napoli | Siamo lieti di presentare l’ultimo lavoro di Giuseppe Bronzini e Giuseppe Allegri Libertà e lavoro dopo il Jobs Act e la Carta dei diritti e dei principi del lavoro autonomo e indipendente (Coalizione 27F).

«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro», esordisce l’articolo 1 della nostra Costituzione. Ma di quale «lavoro»? E cosa significa questo principio, che avrebbe voluto essere di emancipazione, quando il lavoro diventa una chimera per i giovani inoccupati, come per i quarantenni e cinquantenni espulsi dal mercato del lavoro e che non ritroveranno un’occupazione? E per le giovani donne che continuano a firmare «dimissioni in bianco» in caso di gravidanza? Allora: cosa significa «lavoro» nella fine della società salariale e con l’avvento delle nuove tecnologie?

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Carta dei diritti e dei principi del lavoro autonomo e indipendente

20 January 2016

Una proposta aperta, in 9 punti, della “Coalizione 27 febbraio”

 

Carta 2Premesse

Creare una Carta delle pretese e dei diritti dei lavoratori autonomi e dei freelance è cosa utile per interloquire criticamente con l’iniziativa legislativa del governo che, con il Ddl collegato alla Legge di stabilità, intende presentare uno Statuto del lavoro autonomo professionale. Questa bozza di Carta mette in forma scritta quanto discusso dalla “Coalizione 27 febbraio” durante il Meeting (dal titolo Lo Statuto che non c’è) che si è svolto a Roma gli scorsi 14-15 novembre (2015). La Carta dei diritti mira a identificare la condizione del lavoro autonomo e a valorizzare la principale caratteristica del lavoro professionale oggi: la transizione o mobilità tra condizioni contrattuali, lavorative, occupazionali diverse che si susseguono in maniera frenetica più volte nel corso di una carriera, facendo saltare i tradizionali confini tra occupazione, disoccupazione, precarietà.

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Giù le mani da Esc, giù le mani dalla città solidale!

19 January 2016

Esc non si tocca!L’atelier autogestito Esc è sotto sgombero. La lettera aperta alla città delle/degli attiviste/i.

In una città allo sbando, grigia e provinciale come nessuna capitale europea, città corrotta e inospitale, stupisce che il «sussulto civico» preteso dal Commissario Tronca si traduca nell’accanimento contro centri sociali autogestiti e associazioni culturali. Ma un po’ di sano realismo mette subito da parte lo stupore e prova ad afferrare il problema per quello che è: tra retorica del decoro, apologia del civismo e governo neoliberale del territorio – ovvero governo per il mercato – c’è piena coincidenza. Di più: si colpiscono le figure del dissenso e della partecipazione attiva per nascondere lo sperpero senza precedenti della Metro C, il disagio di chi, in periferia, attende ore l’autobus, la disoccupazione di migliaia di giovani e le tante crisi occupazionali in corso.

Indigna allora, ma non stupisce, la Determinazione dirigenziale del 30 dicembre scorso, con la quale il Comune di Roma dispone lo sgombero di Esc, l’atelier autogestito che animiamo, e che anima la città e le sue lotte da più di 11 anni. Il pretesto, qualche arretrato in sospeso. Come è noto, infatti, dopo diversi anni di occupazione, lo sgombero subito il 30 gennaio del 2007, l’immediata rioccupazione, Esc ha avviato un tavolo negoziale con l’amministrazione capitolina, ottenendo nel 2009 l’assegnazione, attraverso la Delibera 26/1995 e in cambio di un canone sociale, dello spazio di via dei Volsci 159. Ma torniamo all’obiettivo, reale, della Determinazione dirigenziale: far fuori un’esperienza di democrazia radicale e di nuovo welfare, di mutualismo e di solidarietà, di produzione culturale indipendente e socialità giovanile. A Esc i migranti trovano assistenza legale e imparano gratuitamente l’italiano; freelance e intermittenti/precari organizzano nuovi strumenti sindacali e di autotutela (Camere del Lavoro Autonomo e Precario); la Libera Università Metropolitana alimenta il pensiero critico, nazionale e internazionale, con seminari, pubblicazioni, presentazioni di libri; ogni anno L/ivre, la fiera degli editori e dei vignaioli indipendenti, è attraversata da migliaia di persone; i giovani sperimentano nuove tendenze musicali e stili culturali. Vero, tutto ciò non fa business e il mercato, che fa rima con decoro, deve vincere su tutto.

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Non bruciate il sogno delle Officine Zero

25 November 2015

di Roberto Ciccarelli ***

Quinto Stato. A Roma l’ex fabbrica di manutenzione dei treni notte va all’asta. Parte la campagna di sostegno a Officine Zero (Oz), un’esperienza di riconversione produttiva basata sul riuso e il riciclo, il coworking e il mutualismo tra operai, freelance, movimenti sociali e cittadini.

DSCF3453Cento passi, o poco più, dividono l’astronave della stazione Tiburtina dalleOfficine Zero (Oz), l’ex fabbrica di manutenzione dei treni Notte in via Partini a Roma. Mille passi, e un ponte sospeso sui binari, e si cambia d’epoca.Da un lato, la bomba urbanistica della stazione più disabitata d’Europa, attorno alla quale cresce un palazzone immenso: la nuova sede della Banca Nazionale del Lavoro che porterà all’imbocco della Tiburtina, direzione San Basilio e Rebibbia, migliaia di persone e macchine. Dall’altro lato, c’è via di Portonaccio, un’arteria multiforme che inizia stretta come un budello a ridosso della ferrovia. A cinquecento metri, poco dopo i grigi depositi dell’Atac, sulla destra c’è un corridoio ornato di graffiti che porta ai cancelli del nuovo mondo di Oz. Le officine ex Rsi, occupate il 20 febbraio 2012 dagli operai in cassa integrazione, dal primo giugno 2013 hanno visto nascere un’innovativa esperienza di economia collaborativa che oggi, due anni dopo, intreccia un progetto di riuso e riciclo con il coworking e il co-housing.

Il futuro del mutualismo

Diciasettemila metri quadri di capannoni, laboratori, mense e un parco dove operai e freelance, studenti e reti sociali condividono un sogno ispirato al mutualismo e alla collaborazione. Trasformare i laboratori di tappezzerie, falegnameria o verniciatura che un tempo servivano alla manutenzione dei treni in spazi per la riparazione e produzione di arredi o di elettrodomestici.La palazzina che ospitava gli uffici dell’azienda viene usata come coworking da giornalisti, grafici, video-maker o fotografi. In quella che ospitava l’abitazione del custode ci sono gli studenti di Mushrooms che hanno ultimato l’auto-recupero, sfuggendo al caro-affitti nella città universitaria più cara del paese. La mensa aziendale oggi alimenta i coworkers e gli artigiani che frequentano i capannoni e le officine nel grande parco.Questo spazio reinventato dall’intelligenza collettiva di cittadini, precari e lavoratori accoglie anche le riunioni delle Camere del lavoro precario e autonomo (Clap) una singolare esperienza di auto-organizzazione sindacale delle partite Iva a Roma.Tra vagoni sospesi, binari, carrucole e scale, il futuro emerge tra un non-ancora e un non più. Come in un’epifania oggi spuntano i tratti di un’economia auto-gestita su basi solidali da lavoratori e cittadini senza distinzioni.

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Stand up, you’re not alone

13 October 2015

the challenge of the Councils of Freelance and Precarious Workers

Clapby Francesco Raparelli*

 

Dal 2 al 4 ottobre scorsi, CLAP ha partecipato al I Transnational Strike Meeting che si è svolto a Poznan. Tanto nei workshop che nelle assemblee plenarie il confronto si è soffermato sul problema/rompicapo della sindacalizzazione del lavoro vivo contemporaneo. CLAP ha dato il suo contributo, raccontando l’esperienza fatta in questi 2 anni di attività. Molti degli intervenuti – dall’Europa dell’Est, dalla Germania, dalla Regno Unito – hanno espresso interesse per CLAP e le lotte che sta sostenendo al fianco di precari e autonomi. Per questo, pubblicando l’articolo che segue, scritto da Francesco Raparelli per la rivista “Inchiesta” e tradotto da Eva Gilmore, abbiamo deciso di avviare una sezione multilinguistica, utile a rafforzare la connessione e condivisione europea degli strumenti e dei conflitti. 

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