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L’affondo

19 August 2015

Riduzione del salario, fisco, carità: l’agenda neoliberale del governo Renzi

di Francesco Raparelli

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L'affondoIl rapporto 2015 dell’Ocsel, l’osservatorio sulla contrattazione di secondo livello della CISL, ha censito 4.100 accordi siglati tra il 2009 e il 2014. Tanti. La lezione è semplice: non è vero che con la crisi si è fermata la contrattazione; è vero che si contratta diversamente. La contrattazione di secondo livello, neanche a dirlo, ha come obiettivo principale il contenimento o la riduzione del salario. Nel 2009, infatti, la contrattazione sugli aumenti salariali ricorreva nel 53% degli accordi, nel 2014 nel 13%. La CISL, lo stesso sindacato che paga ai suoi funzionari compensi superiori ai 300 mila euro l’anno (circa 25 mila euro al mese, poco meno di 1.000 euro al giorno), si compiace per il lavoro fatto. La CISL, esperimento riuscito di sindacato neoliberale, dalla parte dei più forti.

Tra i target autunnali delle imprese, conseguentemente di Renzi, c’è proprio la contrattazione. Ridurre al minimo quella nazionale, liberandola dai contenuti redistributivi; estendere al massimo quella aziendale. Spostando interamente – salvo i minimi (?) – la contrattazione salariale sul piano aziendale, il salario si trasforma in variabile dipendente dai risultati. Di più, si scambia salario con welfare aziendale: meno soldi ma il nido per i bimbi, tanto quello pubblico, distrutto dalla spending review, non sarà mai disponibile. Tutto torna.

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Andatevene!

13 August 2015

La bolla occupazionale e il messaggio per le giovani generazioni

di Francesco Raparelli

Andatevene Immagine

Era in attesa Renzi, ma il momento è arrivato. I dati INPS, in contrasto con le ultime rilevazioni mensili dell’ISTAT, ratificano il successo del Jobs Act: nel primo semestre del 2015, in rapporto al primo del 2014, sono cresciute del 36% (+252.177) le assunzioni con contratti a tempo indeterminato. L’Italia «cambia verso», anche l’OCSE conferma, i giovani possono finalmente prendere in mano il loro futuro. Scrive Renzi su Fb: «I dati diffusi dall’INPS dicono che siamo sulla strada giusta contro il precariato e che il Jobs Act è un occasione da non perdere, soprattutto per la nostra generazione». Grazie Renzi, i giovani ti amano.

Soltanto pochi giorni fa, il presidente dell’ISTAT, Giorgio Alleva, intervistato dal Fatto Quotidiano aveva detto: «Valutare il saldo tra attivazioni e cessazioni dei contratti come se fosse un aumento di teste, cioè di occupati, è una approssimazione non accettabile. Il governo fa il suo mestiere, ma a me preoccupa molto quando si sbandierano dati positivi dello 0,1%, anche perché poi – come si è visto – portano a fare dietrofront il mese dopo». Basterebbero queste precisazioni, relative al metodo, per mettere all’angolo il “ganzo” fiorentino. Così come sarebbe opportuno insistere sull’aumento del 30% (+331.917) delle trasformazioni dei contratti a tempo determinato o di apprendistato in contratti a tutele crescenti. Ma vogliamo essere generosi, e andare – o tornare – al punto.

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Ciampino: salvo il centro di riabilitazione, salvi il lavoro e i diritti

20 July 2015 |  Clap Roma

Dopo un anno e mezzo di lotte sindacali e politiche, vincono le lavoratrici e i lavoratori, i pazienti, i cittadini

É passato un anno e mezzo da quando ci siamo mobilitati contro la chiusura del Ce.Fi., centro di riabilitazione neuromotoria e logopedica di Ciampino. Una lotta ostinata, generosa e tenace, per salvare il centro con i suoi 143 posti in convenzione, i tanti pazienti, soprattutto bambini, che non potevano e non possono fare a meno delle sue cure. E per far rispettare i diritti di chi lavora, il diritto alla retribuzione per il lavoro svolto in primo luogo. Una lotta estenuante, fatta di avanzamenti e battute d’arresto, continui colpi di scena.

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Un Asado per le lotte

8 July 2015

clapasado

Domenica 12.07, ore 20 presso Officine Zero

Cena a sostegno delle lotte del lavoro

CLAP e Officine Zero vi rivolgono un invito speciale per una serata importante: una cena per costituire una cassa di mutuo soccorso a sostegno della vertenza delle lavoratrici e dei lavoratori dell’accoglienza. Un’occasione utile per dare un contributo a chi, da mesi, non percepisce lo stipendio. Di più, un momento di incontro con la cultura materiale argentina, la sua cucina e i suoi sapori. E saranno proprio i lavoratori della ristorazione in lotta, anche loro senza stipendio da mesi, a offrirci questa opportunità. Una serata in cui lotte, cibo e socialità si incrociano, all’insegna della solidarietà.

Costo della cena (anche per vegetariani): 15 euro (compreso un bicchiere di birra o vino)

Necessaria prenotazione entro giovedì 9.07 ore 20. Per prenotazione, scrivi a: info@clap-info.net; info@ozofficinezero.org

Info: www.clap-info.net; www.ozofficinezero.org

La parola agli operatori sociali

29 June 2015

Quello che non vi raccontano dell’accoglienza

Dovete darci il denaro
CLAP sostiene la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori dell’accoglienza (A.L.A.), e vi invita a partecipare allo Speakers’ Corner del prossimo mercoledì. A seguire lo spot di presentazione e il comunicato di A.L.A. 
ASSEMBLEA PUBBLICA
1.07 ore 10:00 – viale Manzoni 16
Sotto il V Dipartimento – Politiche Sociali

Il sistema d’accoglienza di questo Paese e soprattutto di Roma costringe gli operatori sociali dei centri per migranti, richiedenti asilo e rifugiati a lavorare in condizioni di forte precarietà, sfruttamento e ricatto continuo. Ritardi nei pagamenti, mancanza di chiarezza sulle mansioni da svolgere, non riconoscimento delle competenze individuali, richiesta di estrema flessibilità, assenza di controlli sanitari e sui contratti sono solo alcune delle problematiche che questi lavoratori affrontano ogni giorno.

Di certo non basta “Mafia Capitale” a risolvere simili problemi. Anzi, in molti casi le conseguenze di questa inchiesta rischiano di ricadere proprio sulle spalle degli operatori. Infatti, mentre le cooperative indagate continuano a vincere nuovi appalti per aprire nuovi centri, il pagamento degli stipendi è bloccato da mesi e non sembra, a livello istituzionale, esserci la minima idea di come organizzare l’accoglienza in questa città.

A.L.A. (Assemblea dei Lavoratori e delle Lavoratrici dell’Accoglienza) ragiona da mesi sul sistema d’accoglienza, convinta che lo sfruttamento di operatori e ospiti sia frutto degli stessi meccanismi, funzionali a garantire il profitto delle cooperative.

Nelle ultime settimane, in molti tra media main stream e figure istituzionali hanno preso parola rispetto agli sviluppi dell’inchiesta, che ha coinvolto i principali soggetti che accumulano profitti sull’accoglienza romana. Pensiamo ci sia una voce mancante: quella di chi lavora nei centri, di chi vive sulla propria pelle le storture del sistema d’accoglienza e che non vuole più rimanere in silenzio.

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Lettera aperta al ministro Poletti: cambiare rotta in 9 punti

17 June 2015

Camera, informativa urgente dell presidente del ConsiglioAl Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti,

Siamo lavoratori, professionisti autonomi, atipici e ordinisti, parasubordinati, precari della ricerca, studenti, iscritti al programma ‘Garanzia giovani’; Le scriviamo perché mercoledì 24 giugno saremo sotto il suo ufficio, con un’intenzione chiara: poterLa incontrare, presentarLe le nostre istanze.

A più riprese, tanto Lei quanto il Presidente del Consiglio Renzi, avete dichiarato di voler estendere tutele e diritti al mondo del lavoro autonomo, ai precari, alle giovani generazioni. Di più: è a nome di questo mondo, di cui noi siamo parte, che avete cancellato diritti fondamentali come lo Statuto dei lavoratori. Il Jobs Act è diventato legge, due decreti attuativi sono entrati in vigore lo scorso 7 marzo, ma ancora nulla è stato fatto per chi – e stiamo parlando di milioni di persone – è senza tutele: il decreto Milleproroghe, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 2 marzo, si è limitato a rinviare al 2016 l’aumento dell’aliquota della Gestione separata INPS e la cancellazione del regime dei minimi; la NASpI non è stata estesa, così come promesso, alle partite Iva; la DIS-COLL, che a causa dei ritardi dell’INPS ancora non è stata erogata, esclude ricercatori non strutturati e dottorandi. Ciliegina avvelenata sulla torta, il Presidente del Consiglio ha tacciato di «incostituzionalità» e «assistenzialismo» il reddito minimo garantito, proposta ormai sostenuta da settori molto ampi della società e della politica. Ancora: mentre fisco e previdenza sfiancano i lavoratori autonomi, le imprese che assumono accedono a sgravi di 8.060 euro l’anno, per tre anni, per ogni nuovo contratto.

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