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Lavoratrici/lavoratori accoglienza: ottenuto il tavolo con la Prefettura

1 March 2016 |  Clap Roma

Roma 1.03.2016 – Comunicato stampa

Importante mobilitazione delle operatrici e degli operatori sociali
Ottenuto il tavolo con il Viceprefetto aggiunto e delegato Politiche sociali del Prefetto Gabrielli

Una mobilitazione importante, un altro passo per il riconoscimento dei nostri diritti. Non eravamo soli, stamani, al nostro fianco operatrici e operatori di ALA (Assemblea Lavoratori Accoglienza), delle Coop. “Eta Beta” e “Domus Caritatis”, Coop. quest’ultima che, al pari della Coop. “Un Sorriso”, è stata commissariata al seguito dell’inchiesta “Mafia Capitale”. E poi i lavoratori dei Canili, gli studenti, delegati della FIOM e dei sindacati di base, più in generale il Laboratorio romano dello Sciopero sociale. Ma soprattutto i migranti della comunità bengalese e tanti ospiti dei centri d’accoglienza.

Una mobilitazione che ha saputo saldare le richieste di chi, come noi, non percepisce le retribuzioni da mesi, e che, al seguito del commissariamento, rischia di perdere il lavoro, con quelle di chi non vuole rinunciare al proprio progetto migratorio, qualunque esso sia, e viene ostacolato continuamente nell’accesso ai diritti di accoglienza e soggiorno. A Roma come a Berlino, a Varsavia come a Parigi, oggi è stata ed è giornata europea di mobilitazione contro la precarietà del lavoro e contro quella, drammatica, imposta dalle frontiere e dai muri.

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L’universalismo necessario

26 February 2016

Nel rapporto di lavoro e nel mercato, un catalogo di diritti uguali per tutti: appunti per la discussione

a cura di CLAP – Camere del Lavoro Autonomo e Precario (Roma)

Quello che segue è un contributo alla discussione della “Coalizione 27 febbraio” ma non solo. Un tentativo di pensare le pretese del lavoro autonomo dentro la radicale trasformazione del mercato del lavoro e delle sue norme, in Italia come in Europa.

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Il lavoro si paga, il lavoro si tutela

25 February 2016 |  Clap Roma

L’altra faccia di Mafia Capitale. Gli operatori dell’accoglienza senza stipendio da un anno. Un’interdittiva antimafia ha commissariato i progetti, revocati altri. Nessuna risposta dalle istituzioni. Le lavoratrici e i lavoratori della cooperativa “Un sorriso” scrivono al prefetto di Roma Franco Gabrielli. Manifesteremo “sotto i suoi uffici il primo marzo, giornata di mobilitazione contro lo sfruttamento del lavoro migrante” (qui la storia).

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Il lavoro si paga, i diritti non hanno frontiere

23 February 2016 |  Clap Roma

ROMA | Martedì 1 marzo, ore 10, tutt* sotto la Prefettura con le operatrici e gli operatori sociali

Primo marzo: giornata europea – promossa dal Transnational Social Strike – di sciopero e mobilitazione del lavoro migrante; giornata di mobilitazione contro l’Europa fortezza, le deportazioni, il razzismo. Da Berlino a Parigi, da Londra a Stoccolma, da Varsavia a Edimburgo, e poi in Italia, da Milano a Bologna, da Roma a Foggia: decine le città dove prenderanno forma azioni di protesta, blocchi, picchetti, presidi. Di fronte a chi (vedi il Regno Unito) impedisce l’accesso al welfare per i lavoratori migranti o a chi (il caso dell’Ungheria) alza muri in risposta all’emergenza profughi, l’Europa solidale alza la testa e, il Primo marzo, con forza farà sentire la sua voce.

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Jobs Act lavoro autonomo: prende parola la “Coalizione 27 febbraio”

3 February 2016

Foto Ddl Del ConteJobs Act del lavoro autonomo: piccoli passi in avanti e tanti diritti ancora da strappare

Il Disegno di Legge varato dal Consiglio dei Ministri dello scorso giovedì 28 gennaio non è lo «Statuto del lavoro autonomo e professionale». Basta soffermarsi sul suo ambito di applicazione per coglierne la parzialità. A differenza di ciò che si afferma sui media, il Ddl non delinea una disciplina organica del lavoro autonomo, ma prevede solo interventi singoli destinati a una parte di questo variegato mondo: gli iscritti alla gestione separata INPS, che, sulla base degli ultimi dati (senz’altro incompleti), risultano poco più di 220.000. Petizioni di principio a parte, dal Ddl sono di fatto esclusi molti altri lavoratrici/lavoratori autonomi, a partire dai professionisti iscritti alle casse di previdenza private (come avvocati, ingegneri, architetti, farmacisti e geometri) che, secondo le ultime rilevazioni ADEPP, sfiorano la quota di 1,5 milioni.

Analizzando il merito del Ddl, alcuni degli interventi previsti sono positivi e condivisibili, frutto della pressione dei movimenti dei freelance degli ultimi anni, ma non possono che essere un inizio: ci riferiamo alla deducibilità integrale delle spese di formazione (che pure riguarda solo i freelance nel regime fiscale ordinario) e alle misure sulla malattia (l’equiparazione delle terapie domiciliari alla degenza ospedaliera vale solo per le malattie oncologiche). Stesse considerazioni per le misure in materia di previdenza e assistenza, come quella sui congedi parentali, o quella sulla sospensione del pagamento dei contributi previdenziali. In tutti questi casi, però, la platea dei destinatari esclude gli ordinisti.

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Napoli 6.02 | Libera Carta

3 February 2016

Sabato 6 febbraio, ore 18 presso Zero81.

CLAP Napoli | Siamo lieti di presentare l’ultimo lavoro di Giuseppe Bronzini e Giuseppe Allegri Libertà e lavoro dopo il Jobs Act e la Carta dei diritti e dei principi del lavoro autonomo e indipendente (Coalizione 27F).

«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro», esordisce l’articolo 1 della nostra Costituzione. Ma di quale «lavoro»? E cosa significa questo principio, che avrebbe voluto essere di emancipazione, quando il lavoro diventa una chimera per i giovani inoccupati, come per i quarantenni e cinquantenni espulsi dal mercato del lavoro e che non ritroveranno un’occupazione? E per le giovani donne che continuano a firmare «dimissioni in bianco» in caso di gravidanza? Allora: cosa significa «lavoro» nella fine della società salariale e con l’avvento delle nuove tecnologie?

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