24.06 | Speakers’ Corner sotto il ministero del Lavoro e del Welfare

Ciampino: salvo il centro di riabilitazione, salvi il lavoro e i diritti

20 July 2015 |  Clap Roma

Dopo un anno e mezzo di lotte sindacali e politiche, vincono le lavoratrici e i lavoratori, i pazienti, i cittadini

É passato un anno e mezzo da quando ci siamo mobilitati contro la chiusura del Ce.Fi., centro di riabilitazione neuromotoria e logopedica di Ciampino. Una lotta ostinata, generosa e tenace, per salvare il centro con i suoi 143 posti in convenzione, i tanti pazienti, soprattutto bambini, che non potevano e non possono fare a meno delle sue cure. E per far rispettare i diritti di chi lavora, il diritto alla retribuzione per il lavoro svolto in primo luogo. Una lotta estenuante, fatta di avanzamenti e battute d’arresto, continui colpi di scena.

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Un Asado per le lotte

8 July 2015

clapasado

Domenica 12.07, ore 20 presso Officine Zero

Cena a sostegno delle lotte del lavoro

CLAP e Officine Zero vi rivolgono un invito speciale per una serata importante: una cena per costituire una cassa di mutuo soccorso a sostegno della vertenza delle lavoratrici e dei lavoratori dell’accoglienza. Un’occasione utile per dare un contributo a chi, da mesi, non percepisce lo stipendio. Di più, un momento di incontro con la cultura materiale argentina, la sua cucina e i suoi sapori. E saranno proprio i lavoratori della ristorazione in lotta, anche loro senza stipendio da mesi, a offrirci questa opportunità. Una serata in cui lotte, cibo e socialità si incrociano, all’insegna della solidarietà.

Costo della cena (anche per vegetariani): 15 euro (compreso un bicchiere di birra o vino)

Necessaria prenotazione entro giovedì 9.07 ore 20. Per prenotazione, scrivi a: info@clap-info.net; info@ozofficinezero.org

Info: www.clap-info.net; www.ozofficinezero.org

La parola agli operatori sociali

29 June 2015

Quello che non vi raccontano dell’accoglienza

Dovete darci il denaro
CLAP sostiene la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori dell’accoglienza (A.L.A.), e vi invita a partecipare allo Speakers’ Corner del prossimo mercoledì. A seguire lo spot di presentazione e il comunicato di A.L.A. 
ASSEMBLEA PUBBLICA
1.07 ore 10:00 – viale Manzoni 16
Sotto il V Dipartimento – Politiche Sociali

Il sistema d’accoglienza di questo Paese e soprattutto di Roma costringe gli operatori sociali dei centri per migranti, richiedenti asilo e rifugiati a lavorare in condizioni di forte precarietà, sfruttamento e ricatto continuo. Ritardi nei pagamenti, mancanza di chiarezza sulle mansioni da svolgere, non riconoscimento delle competenze individuali, richiesta di estrema flessibilità, assenza di controlli sanitari e sui contratti sono solo alcune delle problematiche che questi lavoratori affrontano ogni giorno.

Di certo non basta “Mafia Capitale” a risolvere simili problemi. Anzi, in molti casi le conseguenze di questa inchiesta rischiano di ricadere proprio sulle spalle degli operatori. Infatti, mentre le cooperative indagate continuano a vincere nuovi appalti per aprire nuovi centri, il pagamento degli stipendi è bloccato da mesi e non sembra, a livello istituzionale, esserci la minima idea di come organizzare l’accoglienza in questa città.

A.L.A. (Assemblea dei Lavoratori e delle Lavoratrici dell’Accoglienza) ragiona da mesi sul sistema d’accoglienza, convinta che lo sfruttamento di operatori e ospiti sia frutto degli stessi meccanismi, funzionali a garantire il profitto delle cooperative.

Nelle ultime settimane, in molti tra media main stream e figure istituzionali hanno preso parola rispetto agli sviluppi dell’inchiesta, che ha coinvolto i principali soggetti che accumulano profitti sull’accoglienza romana. Pensiamo ci sia una voce mancante: quella di chi lavora nei centri, di chi vive sulla propria pelle le storture del sistema d’accoglienza e che non vuole più rimanere in silenzio.

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Lettera aperta al ministro Poletti: cambiare rotta in 9 punti

17 June 2015

Camera, informativa urgente dell presidente del ConsiglioAl Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti,

Siamo lavoratori, professionisti autonomi, atipici e ordinisti, parasubordinati, precari della ricerca, studenti, iscritti al programma ‘Garanzia giovani’; Le scriviamo perché mercoledì 24 giugno saremo sotto il suo ufficio, con un’intenzione chiara: poterLa incontrare, presentarLe le nostre istanze.

A più riprese, tanto Lei quanto il Presidente del Consiglio Renzi, avete dichiarato di voler estendere tutele e diritti al mondo del lavoro autonomo, ai precari, alle giovani generazioni. Di più: è a nome di questo mondo, di cui noi siamo parte, che avete cancellato diritti fondamentali come lo Statuto dei lavoratori. Il Jobs Act è diventato legge, due decreti attuativi sono entrati in vigore lo scorso 7 marzo, ma ancora nulla è stato fatto per chi – e stiamo parlando di milioni di persone – è senza tutele: il decreto Milleproroghe, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 2 marzo, si è limitato a rinviare al 2016 l’aumento dell’aliquota della Gestione separata INPS e la cancellazione del regime dei minimi; la NASpI non è stata estesa, così come promesso, alle partite Iva; la DIS-COLL, che a causa dei ritardi dell’INPS ancora non è stata erogata, esclude ricercatori non strutturati e dottorandi. Ciliegina avvelenata sulla torta, il Presidente del Consiglio ha tacciato di «incostituzionalità» e «assistenzialismo» il reddito minimo garantito, proposta ormai sostenuta da settori molto ampi della società e della politica. Ancora: mentre fisco e previdenza sfiancano i lavoratori autonomi, le imprese che assumono accedono a sgravi di 8.060 euro l’anno, per tre anni, per ogni nuovo contratto.

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100 giorni di Jobs Act: tempo scaduto!

14 June 2015

Verso il 24 giugno e lo Speakers’ Corner sotto il Ministero del Lavoro

Salario minimo europeo, reddito e welfare universali

100 giorni di Jobs ActLa retorica renziana che promuove una fantomatica ripresa del tasso di occupazione e un aumento dei posti di lavoro diventa ogni giorno più ridicola di fronte ai dati che ci consegna la realtà. I (pochi) nuovi contratti di lavoro stipulati negli ultimi mesi sono in realtà fortemente precari e malpagati, e indotti dalla possibilità, fornita alle imprese, di accedere a ingenti incentivi fiscali, decontribuzioni e bonus occupazionali. Questa sì, vera e propria forma di sostegno assistenziale.

Il governo sta provando a costruire un immagine distorta degli effetti del Jobs Act, sia attraverso una fantasiosa interpretazione dei dati sull’occupazione sia tramite un’esaltazione dei nuovi ammortizzatori sociali indicati come «universalizzazione delle tutele». I dati reali, invece, ci consegnano una povertà in dilagante aumento e ammortizzatori sociali iniqui ed insufficienti per chi ha una storia contributiva e lavorativa intermittente, e oltre tutto non ancora erogati. Nonostante siano uscite le due circolari INPS riferite alla DIS-COLL e alla NASpI, la situazione è ancora completamente bloccata per evidenti ritardi e inadempienze procedurali. In questo contesto, il 6 giugno il Presidente del Consiglio ha con violenza respinto la proposta di introduzione di un reddito garantito, definendolo misura «incostituzionale» e «assistenzialistica». Una misura – occorre ricordarlo – assente solo in Grecia e Italia, che rappresenta per i movimenti sociali e per larghi strati dall’associazionismo di base un orizzonte di lotta irrinunciabile contro il ricatto della precarietà e della povertà.

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24.06 | Speakers’ Corner sotto il ministero del Lavoro e del Welfare

26 May 2015

24.06Roma 15 maggio – Comunicato stampa

Continua la mobilitazione della “Coalizione 27 febbraio” per l’equità previdenziale, la sostenibilità fiscale, il welfare universale

24 giugno Speakers’ Corner sotto il ministero del Lavoro e del Welfare

Dopo la riuscita mobilitazione dello scorso 24 aprile, l’incontro con Boeri che di essa è stato importante completamento, la “Carovana dei diritti” non si ferma. Lo ha deciso la partecipata assemblea della “Coalizione 27 febbraio” che si è svolta sabato 9 maggio presso l’atelier autogestito Esc.

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