Jobs Act lavoro autonomo: prende parola la “Coalizione 27 febbraio”

Francia in piazza contro la loi travail

14 March 2016

FranciaIl 9 marzo, in tutta la Francia, ha suonato il tempo dello sciopero: più di 500mila persone nelle piazze, per dire no alla loi travail del governo Hollande. Ecco cosa prevede il nuovo progetto di legge.

L’annuncio di legge sul lavoro in Francia promosso dal ministro Myriam El Khomri ha generato un forte dissenso e una serie di contestazioni che il 9 marzo si sono raccolte in una mobilitazione importante, e per niente scontata, che ha coinvolto molte città e diverse categorie. Soprattutto studenti e insegnanti, pubblico impiego e comparto dei trasporti pubblici (in particolare dei treni).

Segnali che qualcosa si stava muovendo si erano avuti già nelle settimane precedenti a questo primo appuntamento di sciopero. Una petizione promossa su internet il 18 febbraio da Caroline De Haas (ex militante del partito socialista) aveva raggiunto in poche settimane più di un milione di firme, chiedendo il ritiro della proposta di legge. Slogan della protesta è diventato in brevissimo tempo l’hashtag #Onvautmieuxqueca (valiamo più di questo) lanciato da un gruppo di giovani e affermati youtuber, che ha utilizzato i propri canali sul social network per una vera e propria inchiesta 2.0 attorno al mondo della precarietà in Francia.

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Lavoratrici/lavoratori accoglienza: ottenuto il tavolo con la Prefettura

1 March 2016 |  Clap Roma

Roma 1.03.2016 – Comunicato stampa

Importante mobilitazione delle operatrici e degli operatori sociali
Ottenuto il tavolo con il Viceprefetto aggiunto e delegato Politiche sociali del Prefetto Gabrielli

Una mobilitazione importante, un altro passo per il riconoscimento dei nostri diritti. Non eravamo soli, stamani, al nostro fianco operatrici e operatori di ALA (Assemblea Lavoratori Accoglienza), delle Coop. “Eta Beta” e “Domus Caritatis”, Coop. quest’ultima che, al pari della Coop. “Un Sorriso”, è stata commissariata al seguito dell’inchiesta “Mafia Capitale”. E poi i lavoratori dei Canili, gli studenti, delegati della FIOM e dei sindacati di base, più in generale il Laboratorio romano dello Sciopero sociale. Ma soprattutto i migranti della comunità bengalese e tanti ospiti dei centri d’accoglienza.

Una mobilitazione che ha saputo saldare le richieste di chi, come noi, non percepisce le retribuzioni da mesi, e che, al seguito del commissariamento, rischia di perdere il lavoro, con quelle di chi non vuole rinunciare al proprio progetto migratorio, qualunque esso sia, e viene ostacolato continuamente nell’accesso ai diritti di accoglienza e soggiorno. A Roma come a Berlino, a Varsavia come a Parigi, oggi è stata ed è giornata europea di mobilitazione contro la precarietà del lavoro e contro quella, drammatica, imposta dalle frontiere e dai muri.

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L’universalismo necessario

26 February 2016

Nel rapporto di lavoro e nel mercato, un catalogo di diritti uguali per tutti: appunti per la discussione

a cura di CLAP – Camere del Lavoro Autonomo e Precario (Roma)

Quello che segue è un contributo alla discussione della “Coalizione 27 febbraio” ma non solo. Un tentativo di pensare le pretese del lavoro autonomo dentro la radicale trasformazione del mercato del lavoro e delle sue norme, in Italia come in Europa.

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Il lavoro si paga, il lavoro si tutela

25 February 2016 |  Clap Roma

L’altra faccia di Mafia Capitale. Gli operatori dell’accoglienza senza stipendio da un anno. Un’interdittiva antimafia ha commissariato i progetti, revocati altri. Nessuna risposta dalle istituzioni. Le lavoratrici e i lavoratori della cooperativa “Un sorriso” scrivono al prefetto di Roma Franco Gabrielli. Manifesteremo “sotto i suoi uffici il primo marzo, giornata di mobilitazione contro lo sfruttamento del lavoro migrante” (qui la storia).

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Il lavoro si paga, i diritti non hanno frontiere

23 February 2016 |  Clap Roma

ROMA | Martedì 1 marzo, ore 10, tutt* sotto la Prefettura con le operatrici e gli operatori sociali

Primo marzo: giornata europea – promossa dal Transnational Social Strike – di sciopero e mobilitazione del lavoro migrante; giornata di mobilitazione contro l’Europa fortezza, le deportazioni, il razzismo. Da Berlino a Parigi, da Londra a Stoccolma, da Varsavia a Edimburgo, e poi in Italia, da Milano a Bologna, da Roma a Foggia: decine le città dove prenderanno forma azioni di protesta, blocchi, picchetti, presidi. Di fronte a chi (vedi il Regno Unito) impedisce l’accesso al welfare per i lavoratori migranti o a chi (il caso dell’Ungheria) alza muri in risposta all’emergenza profughi, l’Europa solidale alza la testa e, il Primo marzo, con forza farà sentire la sua voce.

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Jobs Act lavoro autonomo: prende parola la “Coalizione 27 febbraio”

3 February 2016

Foto Ddl Del ConteJobs Act del lavoro autonomo: piccoli passi in avanti e tanti diritti ancora da strappare

Il Disegno di Legge varato dal Consiglio dei Ministri dello scorso giovedì 28 gennaio non è lo «Statuto del lavoro autonomo e professionale». Basta soffermarsi sul suo ambito di applicazione per coglierne la parzialità. A differenza di ciò che si afferma sui media, il Ddl non delinea una disciplina organica del lavoro autonomo, ma prevede solo interventi singoli destinati a una parte di questo variegato mondo: gli iscritti alla gestione separata INPS, che, sulla base degli ultimi dati (senz’altro incompleti), risultano poco più di 220.000. Petizioni di principio a parte, dal Ddl sono di fatto esclusi molti altri lavoratrici/lavoratori autonomi, a partire dai professionisti iscritti alle casse di previdenza private (come avvocati, ingegneri, architetti, farmacisti e geometri) che, secondo le ultime rilevazioni ADEPP, sfiorano la quota di 1,5 milioni.

Analizzando il merito del Ddl, alcuni degli interventi previsti sono positivi e condivisibili, frutto della pressione dei movimenti dei freelance degli ultimi anni, ma non possono che essere un inizio: ci riferiamo alla deducibilità integrale delle spese di formazione (che pure riguarda solo i freelance nel regime fiscale ordinario) e alle misure sulla malattia (l’equiparazione delle terapie domiciliari alla degenza ospedaliera vale solo per le malattie oncologiche). Stesse considerazioni per le misure in materia di previdenza e assistenza, come quella sui congedi parentali, o quella sulla sospensione del pagamento dei contributi previdenziali. In tutti questi casi, però, la platea dei destinatari esclude gli ordinisti.

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